La Giustificatoria Italica
Mia madre mi ha appena fatto notare come oggi, 10 maggio 2012, al TG5 delle 13 la speaker parlava di "Ragazzo" riferendosi a quel deficiente di trent'anni che ha stuprato una ragazzina di tredici.
Uno spazio d’opinione per venire allo scoperto, per permettere alla cultura del fantastico di ottenere il riconoscimento del suo valore artistico, culturale, etico e accademico:
per sfatare i vecchi pregiudizi.


Nel momento in cui la cultura laica arriva a temere così tanto i simboli religiosi da imporre con violenza la loro sparizione dalla vita pubblica, significa che non ha più il senso delle proprie radici storiche e della propria identità.
Solo chi ha paura di conoscere se stesso teme l'altro, il diverso, il suo pensiero e le sue credenze. E' la stessa radice contorta che porta al razzismo.
Sotto l'aura falsa e ipocrita di difesa della laicità i giuduci europei si sono resi complici di quella signora finlandese in un insopportabile insulto alla nostra intelligenza, alla nostra capacità critica - e autocritica - ed alla nostra storia culturale, che non deve e non può prescindere dalle proprie radici cristiane, qualunque possa essere la posizione politica o religiosa di ognuno.
Così hanno reso un pessimo servizio proprio a quella laicità che pensavano di difendere, aprendo uno scontro di religione (perché anche la laicità, cari signori, quando diviene laicismo lo è, nella sua accezione più rigida) che porterà a nuove incomprensioni e sospetti reciproci.
Dimostrando ancora una volta che evidentemente non basta essere giudice della corte europea dei diritti dell'uomo per avere il senso della storia, la capacità critica, l'amore per la - vera - libertà.
Evk
opera di Remo Bianco